venerdì 2 gennaio 2009

Ancora sondaggi per la trasmissione

Tra pochi giorni sarà online l'ultima puntata del ciclo "Il pagano alla ricerca dell'informazione"; dopodiché, come già anticipato, la trasmissione "Ritorno ad Alessandria" andrà in vacanza a preparare il nuovo ciclo di trasmissioni. Il vostro voto è stato determinante: la maggioranza ha deciso che l'argomento del prossimo ciclo di trasmissioni (ancora senza un nome) sarà il mito classico come reinterpretato dalla letteratura successiva.
Intanto vi chiediamo di partecipare ad altri due sondaggi, che trovate qui a sinistra: uno sul ciclo che si sta per chiudere e uno sul ciclo che sta per cominciare. Siamo curiosi di sapere se il vecchio ciclo vi è servito, ma vorremmo anche un suggerimento su come impostare il nuovo ciclo, che indicativamente avrà la stessa durata di otto puntate e la stessa cadenza di quello precedente. Grazie a tutti per l'aiuto e buon anno.

domenica 16 novembre 2008

Ma Omero non è nei programmi

La rivista Archeo di Novembre dedica un dossier ad Omero, in occasione della mostra allestita ai musei Reiss-Engelhorn, a Mannheim, in Germania, aperta fino al 18.01.2009. In questo dossier attira l'attenzione l'articolo di Fabrizio Polacco, che lamenta la trascuratezza dei programmi scolastici nei confronti di Omero, dell'epica e della storia antica in generale. Noi del Giorno Pagano Europeo della Memoria e della trasmissione "Ritorno ad Alessandria" non possiamo che unirci a lui (per quanto l'inserimento di un autore nei programmi scolastici spesso tenda ad uccidere il piacere della lettura dell'autore stesso) e vi proponiamo qui il suo articolo:

"Tralasciamo per un istante gli studenti che frequentano il triennio del liceo classico: nel resto del sistema scolastico italiano lo studio di Omero e dei suoi capolavori non è mai prescritto espressamente. Alle medie troviamo l'apprendimento di "elementi caratterizzanti il testo poetico (lirica, epica, canzone d'autore)" o, ancor più vagamente, di "esperienze autorevoli di lettura come fonte di piacere e di arricchimento personale". E' da sperare che l'insegnante di turno dia il giusto peso all'autorevolezza "degli elementi caratterizzanti" di Omero, tuttavia, è esperienza quotiniana che oltre la metà dei ragazzi che arrivano alle superiori non ha mai letto o non ricorda brani omerici. E al liceo? Paradossalmente qui permangono i programmi di una volta (quando Iliade e Odissea alle medie si leggevano, eccome, e perciò i ragazzi dovrebbero avvicinarsi all'epoca cominciando... dall'Eneide. Per fortuna, il buon senso di molti insegnanti e la produzione editoriale scolastica ovviano a tale incoerenza con antologie sintetizzanti lo sviluppo dell'epica dai Sumeri all'ellenismo. Ma si tratta pur sempre di pochi brani, e, per far entrare Omero dalla porta del primo anno, si deve tagliare il povero Virgilio o buttare fuori Manzoni dalla finestra del secondo. Insomma, la coperat rimane troppo corta, e comunque per fornire un'idea complessiva e non superficiale di almeno uno dei due poemi omerici si dovrebbe trascurare del tutto l'altro.
"Tuttavia Omero non andrebbe solo letto, ma anche capito. E qui entra in gioco il duplice colpo di maglio che ha colpito lo studio della storia antica. Nel 1996 un decreto del ministro Berlinguer ha ridotto ai minimi termini la storia greco-romana nelle superiori, mentre nel 2004 la riforma Moratti l'ha addirittura eliminata dalle medie e retrocessa alla IV elementare. Perciò quei pochi studenti che, nonostante il silenzio dei programmi, leggono ancora Omero, non hanno gli strumenti per inquadrarlo culturalmente né storicamente. E quella piccola percentuale che frequenta il classico? Spesso senza averne un'idea di assieme, ne legge in greco, e con l'ausilio di una valanga di note sì e no duecento versi. Questa di Omero è una vera occasione perduta dalla scuola italiana, poiché nulla come le vicende di Achille e di Odisseo saprebbe appassionare bambini e ragazzi. E invece alle medie si propone loro di "operare transcodifiche (da un genere letterario all'altro) e contaminazioni (di più testi e più stili)". Neanche fossero tanti piccoli Terenzio o James Joyce... Di questo passo, dovremo ringraziare Brad Pitt e il suo forsennato Achille del film Troy, per aver garantito la continuità della tradizione classica".

mercoledì 12 novembre 2008

Il pagano alla ricerca dell'informazione: puntata 6

E' online, sul sito e su MySpace, la nuova puntata del ciclo "Il Pagano alla ricerca dell'informazione"; questa, che parla di motori di ricerca, è la terzultima puntata del ciclo, che si chiuderà in gennaio. La trasmissione poi andrà in vacanza, per preparare un nuovo ciclo: quale sarà l'argomento? Potete votarlo con il sondaggio che trovate nella colonna qua a sinistra per tutto il mese di novembre. Partecipate in tanti!

venerdì 10 ottobre 2008

Fana, templa, delubra

La casa editrice Quasar ha iniziato l'anno scorso la pubblicazione di una monumentale opera, elaborata da studiosi francesi, italiani e belgi: il corpus dei luoghi di culto dell'Italia antica. In pratica, un censimento di tutti i luoghi di culto noti nel nostro paese. Dalla presentazione, che potete leggere integralmente cliccando qui, o scaricare sempre dal sito del College de France, riporto due passaggi particolarmente significativi:

"È compito estremamente difficile studiare oggi le religioni dell’Italia antica. A causa dell’enorme dispersione della documentazione, infatti, è spesso impossibile stabilire il contesto di provenienza di un’iscrizione o prendere in esame le testimonianze archeologiche legate ad un determinato culto. È questo il motivo che ci ha spinto a volere realizzare un Corpus di tutte le fonti antiche databili tra il VII secolo a.C. ed il VII secolo d.C., affinché gli studiosi possano accedere rapidamente all’insieme della documentazione e delle informazioni bibliografiche attualmente disponibili su questo argomento."

E ancora

"Le religioni dell’Italia antica non possono essere considerate come delle suddivisioni locali di una religione universale, italica o romana; esse formano dei micro-sistemi omologhi ma autonomi."

Nel 2007 è uscito il primo volume della collana, il cui titolo richiama l'elenco dei luoghi di culto da distruggere fatto nella norma del Codice Teodosiano XVI, 10, 15, la cui scheda, tratta dal sito della Quasar, potete leggere qui sotto:

1. Regio I. Alatri, Anagni, Capitulum Hernicum, Ferentino, Veroli

Curato:
Gatti S. Picuti M.R.
Anno Edizione:
2008
Collana:
Fana, Templa, Delubra. Corpus dei luoghi di culto dell'Italia Antica (FTD)
Casa Editrice:
Edizioni Quasar
Illustrazioni:
35 ill. in b/n
Materie:
Archeologia
Formato:
23x30
Allestimento:
Brossura
Numero Pagine:
104
Isbn:
978-88-7140-359-5

Sommario: F. Coarelli, J. Scheid, Corpus dei luoghi di culto dell'Italia antica; S. Gatti, Gli Ernici nel quadro delle popolazioni italiche del Lazio; M.R. Picuti, J. Scheid, I luoghi di culto preromani; F. Coarelli, L'amministrazione delle città in epoca romana; M.R. Picuti, J. Scheid, I luoghi di culto romani; V. Fiocchi Nicolai, La "cristianizzazione"; Aletrium (Alatri); Anagnia (Anagni); Capitulum Hernicum; Ferentinum (Ferentino); Verulae (Veroli). Bibliografia. Tavole.

Il prezzo è di 28,00 €


lunedì 6 ottobre 2008

Nuovo episodio di Ritorno ad Alessandria

E' online la puntata di "Ritorno ad Alessandria" registrata ieri sera, la quinta del ciclo "Il Pagano alla ricerca dell'Informazione"; con questa puntata si chiude l'argomento biblioteche e si comincia a parlare dei motori di ricerca. Dei motori di ricerca parleremo anche nella prossima puntata, mentre quella successiva, penultima del ciclo, parlerà di attendibilità dei siti internet. A gennaio quindi il ciclo di trasmissioni "Il pagano alla ricerca dell'informazione" si concluderà; avete tempo fino all'inizio di dicembre per votare, su questo blog, nel box a lato, l'argomento del prossimo ciclo di trasmissioni. Nel frattempo, ascoltate quest'ultima puntata dal sito o da MySpace

venerdì 26 settembre 2008

La nuova opera di Hillman: la giustizia di Afrodite

Ringrazio ancora i ragazzi del Pagan Reading Torino per la segnalazione della recensione sulla loro mailing list.

LA STAMPA 25-09-08 :
IL LIBRO
25/9/2008 - ANTICIPAZIONE
Hillman, dalla parte di Afrodite

"La psicologia e la filosofia cristianizzata hanno messo in trappola la Dea della bellezza"

SILVIA RONCHEY

La verità, vi prego, sull’amore», invocava un grande poeta inglese, Auden. Chi può dire di conoscerlo, l’amore? Eros stesso, come diceva Platone, è l’unico dio a non essere né sapiente né ignorante. Una sola cosa sappiamo di lui: che, come lamentava la Sulamita, «è forte come la morte».

Non parliamo di sua madre, Afrodite. James Hillman, nell’invocazione che apre il suo nuovo libro, La giustizia di Afrodite (ed. La Conchiglia, pp. 83, euro 12), ricorda che rivolgersi alla Dea porta spesso alla catastrofe: «Pensa a Paride, che Ti preferì a Atena e Era, pensiamo alle conseguenze: Troia in macerie, le morti degli eroi. Pensa a Didone, regina di Cartagine, una delle Tue favorite. O a Fedra, resa folle dal suo amore illecito. E pensa alle nostre vite, a come ci riduciamo quando ci visita la Tua ispirazione: diventiamo bugiardi, impostori, pazzi di gelosia».

In questo saggio complesso quanto fulmineo il grande pensatore americano vuole «invitare Afrodite nella psicologia», che non è stata generosa con la Dea, riconoscendola per lo più in astrazioni come «il principio del piacere», e «degradando questo principio al rango di opposto, o perfino di minaccia, al cosiddetto principio di realtà».

Se la scienza psicologica «cerca di quantificare l’universo di Venere producendo statistiche sui suoi picchi libidici, sulle sue occorrenze nei vari stadi della vita e sulle conseguenze del desiderio nei vari tipi di personalità», sono ancora più grandi, nel trattare Afrodite e suo figlio Eros, gli errori della filosofia. Dell’amore si parla in genere o nello studio delle emozioni o nella morale. Il che fa sì che lo si riduca «o alla sfera della fisiologia o a quella della teologia, dove a fare da maestro è Gesù - che personalmente teneva Venere a distanza».

«La lunga storia della filosofia cristianizzata ha separato l’etica dall’estetica, la Giustizia dalla Bellezza, così che generalmente non crediamo si possa essere insieme buoni e belli, morali e attraenti; né che i piaceri dei sensi possano essere una via verso la verità». La scissione cristiana non ammette che la moralità dell’opera stia proprio, o anzi unicamente, nella sua bellezza. Hillman cita Saul Bellow: «La banalità è peggiore dell’oscenità. Un libro piatto è anche malvagio. Può essere allettante e dolce come una torta, ma se è banale e noioso è male puro».

A sua volta la trappola del razionalismo filosofico, segmentando la vasta sfera di Afrodite, imprigiona le nostre menti occidentali, che hanno abbandonato le loro radici mitiche, nei compartimenti stagni del letteralismo: «Le menti che si alimentano di distinzioni finiscono col chiudersi sempre più in un groviglio di scismi». Non è vero che Afrodite sia, come la vede la mente collettiva, immorale o amorale. Al contrario, la sua essenza mitica è profondamente legata alla Giustizia. La combinazione di bellezza e giustizia si coglie già, leggendo bene la Teogonia di Esiodo, «nel momento mitico dell’arrivo di Afrodite nel mondo».

Le «complessità mitiche» che circondano la nascita di Afrodite ci portano al concetto romantico di «confusione»: «Non è forse questo il primo segno della presenza della Dea, una dolce confusione dei sensi, la confusione tra impulso e trepidazione, tra alti ideali e bassi espedienti?». E insieme ci portano a quella «terribile profondità» che riaffiora nell’estetica filosofica del tardo ’700 ed è il tema già greco del sublime. «La sfera della bellezza», scrive Hillman, «comprende il terrore, il timore reverenziale, la vastità, la devastante intensità e l’indeterminata, incomprensibile oscurità senza forma». Quindi «il sublime integra l’idea di bellezza con la profondità psichica».

E la «bellezza resa oscura dal sublime» ci riconduce alla favola di Amore e Psiche, che fa da filo conduttore al libro. E da cui emerge, nella lettura di Hillman, non solo e non tanto una verità sull’amore, ma anche e soprattutto una definizione della psiche. La protagonista della parabola di Apuleio è definita proprio dalla sua vulnerabilità al terrore e dalla sua affinità con la morte. Per questo fin dall’inizio la Dea le è ostile, gelosa della sua possibilità di attingere «alla sola bellezza che Afrodite non possiede»: la bellezza di Persefone, regina del Regno dei Morti. In quanto divinità immortale, athnetos, come i greci chiamavano i loro dèi, la sfera della morte le resta estranea tanto quanto la dimensione del sogno.

Come viene punita da Venere la psiche umana? Quali sono i modi della punizione afroditica? Lo strumento che usa di più, e che è il più vicino alla sua natura, è la punizione attraverso l’amore. Venere si serve di suo figlio Eros, «perché con la sua freccia colpisca la carne dell’anima, così che soffra i terribili, implacabili spasmi del desiderio. Un desiderio così appassionato da somigliare a una sofferenza. Ed è davvero una sofferenza terribile, mostruosa!».

Che è però, nello stesso tempo, il nostro privilegio. «Il fatto che la bellezza muoia dona a ciascuno dei momenti in cui la viviamo uno squisito dolore. Tutti gli eventi, gli amori, gli oggetti stessi diventano come una musica che finirà; e nel momento in cui li percepiamo nella loro vulnerabilità alla morte, acquistano una nuova dolcezza, perfetta».

Ciò che la psiche umana porta alla bellezza è la mortalità. «È questa continua capacità di essere feriti che ci mantiene mortali, fertili e umani».

Autore: James Hillman
Titolo: La giustizia di Afrodite
Edizioni: La Conchiglia
Pagine: 83
Prezzo: 12 euro

martedì 2 settembre 2008

Nuova puntata del ciclo "Il pagano alla ricerca dell'informazione"

Una nuova puntata di Ritorno ad Alessandria è scaricabile dal sito; è la quarta puntata del ciclo "Il Pagano alla ricerca dell'Informazione" e si parla di classificazione e collocazione dei libri nelle biblioteche secondo il diffusissimo sistema Dewey. Il ciclo di trasmissioni è ormai arrivato a metà e dalla prossima puntata, il mese prossimo, introdurremo il discorso della ricerca su internet.
Per il momento, la nuova puntata non è ancora ascoltabile sulla pagina di MySpace, a causa di problemi di aggiornamento del player, che spero di risolvere stasera sul tardi quando torno dal lavoro.